Pubblicazione n. LXXVI della «Fondazione Giorgio Ronchi» – Via S. Felice a Ema, 20 – Firenze – http://ronchi.iei.pi.cnr.it
The microscopes of Giovanni Battista Amici, Fondazione Giorgio Ronchi – Edizioni Tassinari, Firenze 2003, pp. CXIV + 300.
Aperto da una ricca introduzione in italiano e in inglese, il volume mette a disposizione degli studiosi le “schede tecniche” ‒ rintracciate da Alberto Meschiari fra le oltre dodicimila carte autografe del Fondo Amici della Biblioteca Estense di Modena ‒ di 174 microscopi costruiti da Giovanni Battista Amici fra il 1819 e il 1862, vale a dire dai primi catadiottrici fino agli acromatici con obiettivi a immersione in acqua e in olio, e al microscopio polarizzatore. Il costruttore corredava sempre l’invio dello strumento all’acquirente con la relativa scheda tecnica scritta di suo pugno.
Ciascuna scheda fornisce istruzioni per l’uso dello strumento, notizie dettagliate su obiettivi e oculari, sul grado di apertura, gli ingrandimenti, la combinazione in serie degli obiettivi, le distanze focali, l’uso sopra o sotto vetro, l’illuminazione, i test-objects, l’impiego della camera lucida, del compressore, dell’immersione, ecc. Di grandissimo interesse sono infine le informazioni che se ne traggono sugli acquirenti di quegli strumenti. Il volume è arricchito da 17 tavole a colori e bianco e nero di microscopi di Amici.
Due sono le pubblicazioni che nel corso della sua vita il costruttore modenese lamentò di non essere riuscito a portare a compimento a causa di altre occupazioni più urgenti: il catalogo delle stelle doppie e la memoria sui suoi microscopi acromatici. A quest’ultima lacuna ha rimediato il curatore con questo volume.
Insieme a Il Libro de’ conti del laboratorio di Giovanni Battista Amici e altri documenti inediti (2003), The microscopes of Giovanni Battista Amici ha permesso negli anni l’identificazione e il ritrovamento di diversi microscopi di cui si erano perdute le tracce, nonché la loro precisa destinazione e il loro impiego nella ricerca scientifica. Lavorare in parallelo sugli strumenti e sui documenti originali è stato sempre il metodo del curatore dell’opera di Amici.

Amanda
EXUVIA 

