Durante le lunghe ore di attesa, nei deleteri giorni di “autogestione” degli anni ‘80, molti miei cari allievi e tanti colleghi affettuosi mi pregarono di raccontare loro qualcosa sul Buddha storico, il Buddha Sakya Muni.
Cosi mi offersi di raccontare svariati aneddoti, che parlavano dell’Illuminato, con una certa teatralità, che mi è congeniale e che a loro piacque davvero. Passarono, quindi, agevolmente e con edificazione quelle ore vuote destinate ad essere oziosi spazi temporali. Ancora oggi sono grato a tutti quegli amici che ebbero la bontà e la pazienza di ascoltarmi con interesse.
In seguito qualcuno, rimasto affascinato da questa figura di asceta, volle che fissassi su carta quei racconti e cosi nacque questo piccolo lavoro, che dedico a tutti i miei alunni ed ai miei colleghi.
Parlare del Buddha è impossibile perché la sua parola è silente, il suo cammino è immobile, la sua solitudine è armonica, il suo pensiero è vacuità. Tuttavia tante storie antiche narrano di Lui, cosi da riuscire a trasmetterci la sua sottile, incomparabile fragranza. Essa ha attraversato i secoli e non si estinguerà mai, per il bene dell’umanità. Buona lettura! Vi abbraccio,
Nunzio Olivieri

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