Roberto Picchianti – Arrivai a Sansepolcro il giovedì mattina di mezzo maggio 1955. Vedevo per la prima volta la cittadina in provincia di Arezzo, e dovevo compiere ancora i venti anni, cosa che avvenne il 6 ottobre successivo.
Avevo appuntamento col presidente dell’U.S. Sansepolcro, rag. Carlo Oelker, procuratore generale della Ditta Buitoni, il pastificio di fama mondiale. Al presidente ero stato segnalato dal suo giovane cognato Ottavio Vezzosi, futuro ingegnere, oggi scomparsi entrambi. I dirigenti della squadra di calcio cercavano un nuovo portiere da affiancare all’altro giovane Mereu, e sostituire così l’anziano Sordi che dava l’addio allo sport attivo.
Terminata la partitella d’allenamento, l’allenatore Pagotto, dal passato di terzino nel Bologna in serie A, mi strinse la mano sorridendomi compiaciuto: entravo a far parte della squadra.

Lontano dall'Eden
A che servono i poeti?
Maria Solari crocerossina genovese su cinque fronti - vol. II (Quaderno 21)
Lessons in Inhumanity
Da Solferino a Tsouschima (Quaderno 14)
Da Sarajevo a Hiroschima (Quaderno 17)
Che ci crediate o no
La Croce Rossa Italiana nell’alluvione del 4 novembre 1966, Il ruolo del Comitato di Firenze (Quaderno 18)
La mia vita e le origini della nostra famiglia (Quderno 15)
Vite per la VITA anche in pandemia
L'affondamento della R.N. Ospedale "Po" (Quaderno 19) 
