Per un’etica del reincanto
In questo nuovo libro l’autore non si chiede “che cosa è l’anima”, non si pone una domanda di carattere ontologico circa la natura di ciò che è, bensì “che cosa intendiamo, quando diciamo “anima”, una domanda di carattere semantico, che s’interroga sul significato che attribuiamo a questa parola. Ovviamente la risposta cambia a seconda della prospettiva da cui la formuliamo: antropologica, religiosa, psicologica, etico-politica, estetica, erotica, simbolica. Dobbiamo rieducarci – scrive Meschiari – a riconoscere un’anima all’essere umano, alla natura, alla Terra che ci ospita. Perché la negazione di un’anima induce alla mancanza di rispetto. E noi distruggiamo tutto ciò di cui non abbiamo rispetto.
Alberto Meschiari è un filosofo, già ricercatore di filosofia morale presso la Scuola Normale Superiore di Pisa. Ha pubblicato una cinquantina di titoli, ultimi dei quali Itaca. La navigazione della vita (Commento a Kavafis) (2022), In un mondo senz’anima. La prospettiva di Heidegger (2025), e An ethics of re-enchantment (2026). Dal 2003 è autore dell’originale proposta di un’etica del reincanto per riprendersi la vita. Il suo lavoro si è ispirato a pensatori quali Søren Kierkegaard, Friedrich Nietzsche, Georg Simmel, Karl Jaspers e Martin Heidegger. È stato anche il maggiore studioso dell’opera scientifica di Giovanni Battista Amici (1786-1863), di cui ha curato l’Edizione Nazionale.


